AL VIA GLI ISTITUTI TECNICI SUPERIORI

PER INTEGRARE ISTRUZIONE,

FORMAZIONE E LAVORO

 

di Rossella Mengucci

 

 

A settembre di quest’anno i giovani neo diplomati usciti dalle scuole secondarie superiori si troveranno di fronte ad una nuova opportunità per la loro formazione: gli istituti tecnici superiori.

       Gli ITS sono "scuole speciali di tecnologia" e costituiscono un canale formativo di livello post secondario, parallelo ai percorsi universitari.

       Essi nascono attraverso fondazioni costituite da scuole, università e imprese per dare vita ad un’autentica integrazione tra istruzione, formazione e lavoro.  Il loro obiettivo è quello di formare dei “super tecnici” nelle aree tecnologiche strategiche per lo sviluppo economico e la competitività, individuate dal piano di intervento “Industria 2015”:

       1) efficienza energetica;

       2) mobilità sostenibile negli ambiti della logistica, del trasporto aereo, marittimo e ferroviario;

       3) nuove tecnologie per il “made in Italy”, negli ambiti: meccanica, moda, alimentare, casa e servizi alle imprese;

       4) beni e attività culturali;

       5) informazione e comunicazione;

       6) nuove tecnologie della vita.

       Gli istituti tecnici superiori offrono percorsi formativi specialistici di durata biennale (4 semestri) per un ammontare complessivo di 1800/2000 ore. L’impostazione dei corsi è fondata sulla didattica di laboratorio e assegna ampio spazio ai tirocini in azienda, obbligatori per almeno il 30% del monte orario complessivo, che si possono effettuare anche all’estero. La coerenza della proposta formativa con i fabbisogni di professionalità espressi dalle imprese del settore è, inoltre, garantita dalla presenza di docenti esperti che, almeno per il 50%, provengono direttamente dal mondo del lavoro e delle professioni.

       È importante sottolineare che gli ITS non rappresentano un prolungamento della scuola superiore con un sesto e settimo anno ma sono corsi professionalizzanti di alta specializzazione tecnica, realizzati secondo i modelli internazionali più avanzati (per esempio: le SUPSI svizzere, le IUT francesi e le Fachhochschule tedesche).

       Il titolo rilasciato è il Diploma di Tecnico Superiore, con l'indicazione dell'area tecnologica e della figura nazionale di riferimento, che corrisponde al V livello del Quadro europeo delle qualifiche (EQF).

       Al momento gli istituti tecnici superiori sono 59; al loro sviluppo hanno contribuito 16  Regioni,  con  il  coinvolgimento  di 110 istituti tecnici e professionali, più di 60 tra Province e Comuni, 200 imprese, 67 tra università e centri di ricerca, 87 strutture di alta formazione ed altri soggetti pubblici e privati, comprese le Camere di commercio.

      Con gli Istituti Tecnici Superiori anche l’Italia si dota finalmente di un canale  di  istruzione  terziaria non università- rio, a distanza di quasi 40 anni dal primo tentativo di costruire una formazione tecnica superiore organica e strutturata.

       Per consultare la mappa aggiornata dell’offerta formativa degli istituti tecnici superiori, si può interrogare la sezione dedicata agli ITS sul sito dell’Agenzia nazionale per lo sviluppo dell’autonomia scolastica, all’indirizzo: http://www.indire.it/its.